caro prof…

Vorrei questa sera dedicare qualche riga ad una persona speciale, incontrata nela mia vita molti anni fa e purtroppo solo per poco tempo..

.Facevo l’ultimo anno di scuola ,il quinto e quando entrò per la prima volta in classe,bastarono alcune sue semplici parole a farmi capire subito che quello che avevo dinanzi a me fosse un professore favoloso….unico e amante del suo lavoro…

Per di piu’ insegnava matematica, la materia da me sempre odiata, ma lui per poco è riuscito a farmela piacere e amare….

E’ stato un anno di allegria ,sorrisi e lezioni interessanti…mai scorderò le sue battute, il suo amore per gli scacchi e la sua ilarità..

Questo solo per dire Caro Prof ti voglio bene…

ora che non ci sei piu’….che sei andato via per colpa della malasanità, di medici che non si sono accorti che stavi male…

Cosi oggi sfogliando le pagine del girnale mi trovo a leggere queste parole e ricordarti ancora di piu’…ma so che la rabbia che ho dentro , come tutti coloro che ti hanno voluto bene e te ne vogliono ancora, non serivrà a riportarti in vita…ma perlomeno… che sia fatta giustizia.…. !!!

.Mai dimenticherò quando ti sofrzavi di farmi credere e capire che anche io sarei riuscita a laurearmi in matematica …

Ma io rispondevo sempre…”Prof, io sono nata per essere filosfa e  poeta…” … e sorridendo , rassegnato, capivi che in fondo avevo ragione io….non avrei mai potuto farcela, ero troppo schiappa… :))) …

O come quando quel pomeriggio invernale ,prima della tua lezione , svenni fuori dalla scuola, e con la mia amica che mi assisteva, mi soccorresti dicendo  “Oh ma te le inventi proprio tutte per scansarti l’interrogazione!!!”  e preoccupato per me mi offristi una calda camomilla per farmi riprendere del tutto…

Ti ricorderò per sempre come uno dei professore milgiori mai conosciuti prima…grazie per tutto quello che ci hai trasmesso..

 

 

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“”Morte del prof, medici imprudenti”
I periti sul caso Cassano. Salvo il processo, ma solo in primo grado.
Il docente stroncato da infarto dopo le dimissioni dal pronto soccorso

«Nella documentazione esaminata non è rilevabile alcun elemento che possa giustificare l´omesso ricovero e la mancata esecuzione degli idonei accertamenti». Sono i tre periti del giudice Ornella Gozzo a spiegare la morte di Francesco Cassano, 55 anni, professore di matematica, ucciso nel 2001 da un infarto non diagnosticato. E soprattutto a dire che l´operato dei due medici del Policlinico ai quali il docente si rivolse non fu corretto. La consulenza super partes, redatta da medici non di Bari così come espressamente chiesto dalla parte civile, ieri ha caratterizzato l´udienza del processo per il presunto caso di malasanità, sul quale incombe il rischio della prescrizione. Un pericolo scongiurato per il primo grado, ma non per l´appello.

Francesco Cassano, al pronto soccorso, arrivò perché aveva un forte dolore al braccio, un senso di oppressione al torace. Al Policlinico era il giorno della visita del ministro Sirchia. Nonostante un elettrocardiogramma, prescritto dal medico di famiglia e una visita cardiologica, fu dimesso. Morì poco dopo e da quel giorno la moglie Anna Dattisi ha sempre combattuto per avere giustizia. Al processo sono imputati l´allora medico di guardia Vincenzo Pignatelli e il cardiologo Ottavio Di Cillo. Ed è il loro operato a finire sotto accusa nella perizia. «E´ inescusabile – spiegano i tre periti – la loro imprudenza, in quanto il paziente è stato frettolosamente dimesso senza alcuna diagnosi e senza alcuna prescrizione». In una relazione di 33 pagine, i consulenti nominati dal giudice ricostruiscono la storia clinica di Francesco Cassano. La conclusione è netta. «Se la condotta dei sanitari – dicono – desta non poche perplessità dal punto di vista dell´inadeguatezza diagnostica, risulta negligente, imprudente e certamente non scusabile, se si considera la superficialità con cui tale scelta è stata messa in atto, di omissione di qualsiasi inquadramento clinico del caso e, di converso sopravvalutazione di irrealistica assenza di rischio coronarico».
Il quadro clinico di Francesco Cassano non è stato quindi correttamente valutato. Il professore è stato dimesso senza essere sottoposto ad adeguati accertamenti. E forse poteva essere salvato. La perizia conferma quanto sostenuto dalla moglie della vittima, rappresentata dagli avvocati Fabio Cassano e Gianfranco Grandaliano. «Se qualcuno ha sbagliato deve pagare» ha sempre sostenuto Anna Dattisi. L´udienza è stata aggiornata al 22 ottobre quando il giudice deciderà se ascoltare anche i consulenti della difesa e della parte civile che potranno comunque depositare le proprie relazioni. La sentenza dovrebbe arrivare entro la fine dell´anno. Per il primo grado il rischio prescrizione è scongiurato, ma non per il secondo e il terzo grado. Non ci sarà tempo, infatti, per confermare o annullare la decisione del giudice monocratico Ornella Gozzo. E quindi per avere una giustizia certa e definitiva sul caso.
(18 settembre 2008)

caro prof…ultima modifica: 2008-09-19T01:00:00+02:00da happyclown80
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11 pensieri su “caro prof…

  1. Sono Bartolomeo Cassano il figlio…

    Volevo ringraziarti per le parole che hai scritto su mio padre.

    Purtroppo la giustizia in Italia non è in una “buona salute”

    perché il reato rischia di finire in prescrizione prima della sentenza

    di primo grado, grazie allo “splendido lavoro” degli avvocati della

    controparte abilissimi a protrarre all’infinito la durata del processo

    Grazie ancora

  2. Siccome sono a Roma per motivi di studio non son potuto andare al processo e quindi stavo cercando su internet gli articoli di giornale che parlassero del processo e così mi sono imbattuto nel tuo blog.
    Da quanto ho potuto vedere, quando sono andato alle udienze del processo, la giustizia è in mano agli avvocati piuttosto che ai giudici.
    Hanno un arroganza tale che sembrano non aver rispetto neanche della figura del giudice.
    All’ultima udienza comunque qualcosa sembra essersi mosso perché per la prima volta quelli di telenorba, che tra parentesi avevano dato un informazione sbagliata sulla morte di mio padre, hanno chiesto a mia madre se può concedergli un intervista.

  3. sono Anna la moglie di Franco Cassano, leggo con piacere che i suoi ex alunni continuano a ricordarlo con devozione, questo vuol dire che non insegnava solo matematica ma anche l’amore per la vita. Lo ringrazi per tutto ciò che ti ha insegnato, non puoi immaginare il vuoto che ha lasciato in questa casa, nella mia vita e in quella di Bartolo e di Arthemis ( non so se sai che avevamo un ragazzo di Vallona in affidamento), purtroppo mi ritrovo ancora a combattere da sola contro un sistema marcio e anche troppo grande. ho colpito troppo in alto denunciando i grandi del policlinico difesi dai principali avvocati del foro di Bari, ma ho ancora un pò di fiducia anche in coloro che difendono i “piccoli”; piccoli solo per le conoscenze ma grandi nei contenuti interiori. Credimi non mi fermerò, la morte di Franco non sarà dimenticata, sarà fatta giustizia, anche se la prescrizione del reato è alle porte. Per fortuna facciamo parte dell’Europa, pertanto esiste il Tribunale Europeo che chiederà al tribunale di Bari perchè tanti anni non sono bastati per arrivare anche agli altri gradi di giudizio. Ti ringrazio ancora e comunque ti comunico che ho intenzione di fondare un’associazione dedicata al grande Franco Cassano. Un grande uomo, marito, padre ed eccellente maestro di matematica e di vita.Mi farebbe piacere incontrarti. Anna

  4. Cara signora Anna,
    leggo nelle sue parole un ‘amarezza che condivido pienamente…Si, suo marito , e non serve che lo dica io, era un uomo eccezionale, ha detto bene .,…non insegnava solo numeri , ma ben altro…Per quanto riguarda l’associazione mi faccia sapere, sarebbe meraviglioso…cosi come sarei felicissima di incontrarla…
    come e quando vuole…
    magari mi mandi una mail privata e ci mettiamo daccordo.
    Un caro abbraccio…

    il mio indirizzo di posta è
    almitra80@gmail.com

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